giovedì 28 ottobre 2010

La fotografia di Adi Nes


Nato a Kiryat Gat nel 1966, da una famiglia di immigrati ebrei mizrahi proveniente dall'Iran, Adi Nes si è diplomato nel Dipartimento di Fotografia della Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme nel 1992. Sin dall'inizio della sua carriera ha riscontrato il favore della critica e le sue mostre personali, tra le altre gallerie, sono state ospitate dal Wexner Center for the Arts di San Francisco, dal Museo d'Arte di Tel Aviv ed il Museo d'Arte Contemporanea di San Diego e la Galleria Melkweg di Amsterdam.


Le immagini ritraggono aspetti di sofferenza, di dolore e compassione  della realtà israeliana. Scaltramente costruite e messe in scena, le fotografie di Nes raffigurano soldati ripresi durante esercizi militari, giovani negli alloggi di insediamenti in via di sviluppo, donne e bambini di strada. Gli eroi delle fotografie sono i dimenticati, i vagabondi e  i senzatetto: Abramo è un barbone che trascina il figlio su un carrello di un supermercato; Elia, un vecchio homeless abbandonato su una panchina con tutti i suoi averi in un sacchetto di plastica; Hagar, una mendicante in un angolo di strada; Ruth e Naomi raccolgono cipolle da terra alla chiusura del mercato.  Attraverso il ricorso alle storie della Bibbia,  Nes propone un’immagine mitologica dell’attuale Stato di Israele che si scontra profondamente con la questione sociale e politica attuale. L’artista ricerca verità universali in un presente tormentato.

Nessun elemento della composizione è lasciato al caso. Dietro ogni ritratto vi è una continua ricerca di situazioni, di modelli, di costumi e accessori. Un uso sofisticato e cinematografico della luce domina su pose teatrali e plastiche lontane da effetti realistici e volutamente finte e simboliche. Il fotografo non è interessato alla documentazione di una realtà, o alla critica di questa, quanto alla rielaborazione e ricerca di momenti culturali e simbolici. Le foto diventano, quindi, quadri, icone cariche di allegoria, sensualità e a volte anche satira. 

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