venerdì 9 dicembre 2016

Rapporto annuale di Flickr: la fotografia è sempre più smartphone

Come ogni anno, Flickr ha presentato il rapporto annuale. Flickr è un sito web di proprietà di Yahoo che permette archiviare, catalogare e condividere fotografie, rappresentando una soluzione rivolta sia ai privati che ad enti pubblici o professionisti in campo fotografico. 



Il rapporto annuale della piattaforma ha analizzato il tipo di macchine fotografiche che gli utenti hanno scelto per fotografare le immagini caricate nel sito. Secondo tale rapporto, gli smartphone monopolizzano il 48% del contenuto caricato, con un grande balzo in avanti rispetto al 39% dello scorso anno. Canon e Nikon rappresentano rispettivamente il 24% e il 18% della torta. Le fotocamere mirrorless rimangono al 3%, esattamente come l'anno scorso, mentre le macchine fotografiche compatte diminuiscono del 10%, vale a dire dal 31%, al 21% di quest'anno. 
Parlando di marche specifiche, Apple, al primo posto con il 48%, si aggiudica anche le prime tre posizioni con i dispositivi iPhone 5s, 6 e 6s.

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martedì 29 novembre 2016

La fotografia di Gert Jochems

Quando ho iniziato a lavorare come fotografo, la mia unica ambizione era di fare fotogiornalismo. Molte cose sono cambiate. Sicuramente il mio lavoro continua ad avere un aspetto documentaristico. Ma ho difficoltà ad accogliere la 'pretesa' di verità che alcune persone danno alla fotografia documentaristica. Sono consapevole che questa verità è un’opinione. Mi piace molto di più la parola “racconto”, perché abbraccia la visione che il fotografo apporta.
Gert Jochems è un fotografo documentarista che fa parte della prestigiosa agenzia VU. Nato nel 1969 a Brech, Gert si è laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’università di Ghent, prima di studiare fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Ghent. La serie “RUS”, dalla quale è stato pubblicato un fotolibro, è un malinconico reportage on-the-road ambientato nella post-comunista repubblica russa.

Le immagini di Gert Jochems si concentrano sulla Siberia. Servendosi di una retorica pittorialista, Gert Jochems ci restituisce immagini senza tempo, che mostrano non solo il rapporto ostile tra uomo e natura, la vastità delle distanze, la solitudine che ne scaturisce, ma anche il rapporto sbilanciato tra l'uomo e società, in uno spazio dove il potere statale sembra non esistere.
Nella serie “S”, Gert Jochems  indaga la sessualità nascosta delle Fiandre. Il fotografo risponde ad annunci nei siti d’incontri per incontrare i suoi modelli.  Una volta propostosi, visita le persone nella loro casa e li fotografa durante la loro esperienza sessuale.  Ne viene fuori un ritratto antropologico di un mondo sommerso, dove l’atto sessuale non appare importante.
Gert Jochems cattura dettagli che  rivelano quanto l'azione stessa. Vi consiglio di dare uno sguardo alla pagina web del fotografo  per avere una visione completa della sua opera.
Se volete, inoltre,  approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica vi rimando a questa pagina.
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giovedì 24 novembre 2016

RAISR: L’Intelligenza artificiale di Google che migliorerà la qualità delle fotografie

Quando aumentiamo la risoluzione di un’immagine, inevitabilmente causiamo una perdita di qualità della stessa, poiché i pixel originariamente non esistenti vengono creati per interpolazione. Vale a dire che sono utilizzati i pixel esistenti dell’immagine per crearne di nuovi cercando di ottenere la migliore approssimazione possibile nel colore e nell’intensità. Pertanto i pixel vengono “inventati” dal software in base di quelli adiacenti. 
Il sistema Rapid and Accurate Image Super-Resolution (RAISR) sviluppato dal team di Google Research evolve quest’approccio, consentendo non solo di aumentare le dimensioni di un’immagine, ma addirittura di incrementarne la definizione. Si tratta di una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale e la machine learning. RAISR si è dimostrato capace di ingrandire le immagini, con il vantaggio di farlo tra le 10 e le 100 volte più velocemente rispetto ai metodi convenzionali. Una tecnologia di questo tipo potrebbe essere impiegata per aumentare la qualità delle immagini scattate con fotocamere di basso livello nello stesso tempo della ricezione del file condiviso oppure per migliorare i dettagli visualizzati in seguito ad un pinch-to-zoom. RAISR potrebbe, inoltre, essere molto utile per risparmiare traffico dati, permettendo agli utenti di trasmettere una foto compressa, dunque con dimensioni inferiori rispetto all’originale, lasciando che sia il dispositivo di chi la riceve ad effettuarne l’upsampling. 
La tecnologia è ancora a livelli teorici, ma i risultati sembrano promettenti. Se siete interessati ad approfondire ulteriormente l'argomento, potete approfondire sul post originale di Google Research.
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martedì 22 novembre 2016

La nuova frontiera della selfie mania: dal bastone per selfie al micro drone

La tecnica dell'autoritratto esiste da quando è nata la fotografia, ma il selfie è una cosa parzialmente nuova che rientra nella cultura dei social network. L'autoritratto si è convertito da pratica minoritaria e artistica, di derivazione dall'autoritratto pittorico, a pratica generalizzata, sotto forma di autoscatto o autoritratto digitale, grazie all'invenzione delle macchine digitali e alla diffusione di nuove ottiche digitali integrate nei cellulari.
Il fenomeno selfie è iniziato ufficialmente nel 2004, quando un utente di Flickr, piattaforma per la condivisione di foto, ha usato il termine per la prima volta. Ed è esploso in fretta, basti pensare che nel 2013, il termine è stato inserito nell’Oxford Dictionary. Di fronte a questa crescente necessità di auto immortalarsi, l’industria fotografica ha presentato diversi prodotti. Ci siamo abituati a vedere persone sorreggere un bastone metallico (selfie stick) e autoscattarsi una foto. Ebbene la nuova frontiera del selfie sembra essere quella dei micro droni. Non stiamo scherzando. E’ stato, da poco,  presentato un micro drone pensato per questo. Si chiama AirSelfie, ed è un drone quadrimotore tascabile. 
Una flying camera che si inserisce facilmente nella cover dello smartphone. Il micro drone che permette raggiungere un’altezza massima di 20 metri, è dotato di una fotocamera da 5 megapixel integrata. AirSelfie può essere connesso al WiFi dello smartphone e  essere guidato tramite un’app dedicata. AirSelfie viene venduto a partire da 179 euro direttamente su Kickstarter.
Quale sarà il seguente passo?
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giovedì 17 novembre 2016

La fotografia di Annika von Hausswolff

Appendo sempre le mie foto abbastanza in basso, in modo che lo spettatore le guardi con lo stomaco, piuttosto che con gli occhi “.
Annika von Hausswolff è uno dei fotografi svedesi di maggior successo nel panorama internazionale. Nata a Göteborg nel 1967, ha studiato a Stoccolma presso la Konstfackskolan - University College of Arts. Nel 1999, ha rappresentato la Svezia alla Biennale di Venezia. Nel corso degli ultimi anni, Annika ha vissuto e lavorato a Berlino, ma è, recentemente, tornata a Gothenburg per accettare una cattedra di fotografia presso l'Università di Göteborg. 
Le opere di Annika von Hausswolff si servono della staged photography per costruire immagini che riflettono una realtà psicologica dominata da alienazione, paura e sogni. Immagini nitide e sensuali che s’interrogano sulla psiche umana e il modo di vivere nel nostro ambiente
Vedendo le immagini di spazi, salotti vuoti con oggetti sinistri, bambini con motoseghe, e corpi nudi nella foresta, ci imbattiamo in un mondo che allo stesso tempo sembra familiare ed estraneo. Un mondo parallelo in cui gli oggetti trasudano presenza, mentre le persone appaiono assenti.
Quando ci avviciniamo a una delle sue immagini, abbiamo la sensazione di riconoscere quello che accade, come se lo avessimo visto in precedenza; tuttavia qualcosa nella scena stravolge l'immagine. Percepiamo un malessere latente, l'imminenza di qualcosa imprevedibile o terribile che potrebbe succedere o che è già accaduto. Questa interazione tra coerenza e incertezza, assurdità e normalità, fine e inizio, caratterizza la logica e l'universo illogico creato da Hausswolff.
Un'altra caratteristica distintiva delle opere della fotografa svedese è l’uso delle installazioni spaziali in cui le fotografie vengono spesso combinate con elementi scultorei che rappresentano dettagli di ambienti domestici. Situati nello spazio espositivo, gli oggetti diventano un prolungamento delle stesse immagini.
Il lavoro di Annika von Hausswolff fa parte di molte collezioni svedesi e internazionali tra le quali il Museo Solomon R. Guggenheim di New York, il Moderna Museet di Stoccolma, la Astrup Fearnley Collection di Oslo e la Fondazione Hasselblad, di Göteborg. Vi consiglio di dare uno sguardo al sito internet dell’artista per avere una visione completa della sua opera.
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lunedì 14 novembre 2016

Come fotografare la superluna del 14 Novembre

Questa sera, nuvole permettendo, ci sarà una luna piena più grande del solito. Questo fenomeno si usa chiamare superluna. Sarà sicuramente un’ottima occasione per fotografare la luna. In questo post vi daremo alcuni suggerimenti su come fotografare al meglio questo evento.

Cos’e’ la superluna?
Una superluna è la coincidenza di una Luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna. L'effetto è un aumento delle dimensioni apparenti della Luna visto dalla Terra. Il termine "superluna" non è un termine strettamente astronomico, in quanto la definizione scientifica per il momento del massimo avvicinamento della Luna alla Terra è perigeo lunare. Ogni superluna è più grande e luminosa rispetto alla media. Questa volta si toccheranno dimensioni e brillantezza quasi da record. Il suo disco sarà del 12% più grosso. Questa sera infatti avremmo la più grande Luna piena visibile dal 26 gennaio 1948 e, se questa volta ci sono voluti quasi 70 anni, per rivedere la prossima bisognerà aspettare il 25 novembre 2034.

Come fotografare la luna?
Esistono delle regole base su come fotografare la luna. Usare una macchina fotografica con un treppiedi in modo da stabilizzare lo scatto ed eliminare possibili distorsioni. Scegliere la lente giusta. Una lente telescopica è ideale per questo tipo di fotografie. La fotocamera va impostata su uno scatto remoto ritardato o va utilizzato un cavo per il rilascio dell'otturatore, così da evitare il micromosso. Il tempo di scatto dovrà essere non inferiore a 1/125, perché la Luna ha un moto continuo che seppure impercettibile ad occhio nudo, produce un sfocato per tempi superiori a 1/100 di secondo (ovviamente il tutto dipende anche dalla lunghezza focale utilizzata). Di solito s’imposta il diaframma tra f9 e f11Si consiglia di disattivare la messa a fuoco automatica (e quindi misurare l'esposizione in modalità spot sul punto centrale e poi bloccarla)L’orario migliore per poterla osservare la luna è appena dopo il tramonto. L’aspetto che rende interessante la superluna è la straordinaria dimensione. Sarà, perciò, interessante fotografare la luna con un parametro di riferimento ambientale che ne evidenzi le straordinarie dimensioni. Uno strumento indispensabile per chi vuole andare sul sicuro nell'inquadrare luna e altri soggetti terrestri  è la app Sun Surveyor, che  permette di sapere in anteprima dove passerà la luna in un dato giorno e in una data ora.  
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martedì 8 novembre 2016

La fotografia di Jitka Hanzlová

Tutto il mio lavoro ruota intorno all'idea di ciò che è casa. Vivere in esilio significa parcheggiare la memoria, il nostro stesso linguaggio, perdere l'equilibrio, mettendo tutta la speranza nel futuro
Jitka Hanzlová è nata nel 1958 a Nachod (Repubblica Ceca). A 24 anni lascia il suo paese in fuga dal regime comunista e si stabisce nella città tedesca di Essen. Qui studia comunicazione visiva, specializzandosi in fotografia. La condizione di esiliata segna profondamente il suo lavoro. Tra due vite, due culture, due lingue, due paesaggi, Jitka Hanzlová si affida al linguaggio universale della fotografia per affrontare un’affascinante ricerca sull’identità
Le sue immagini si muovono alla costante ricerca del rapporto che l'individuo ha con l’ambiente dove vive. Immagini verticali che ritraggono persone e paesaggi con una straordinaria e poetica malinconia.
Hanzlová ha guadagnato i consensi del pubblico con il progetto Rokytník, realizzato tra il 1990 e il 1994, in un villaggio del suo Paese natale, dopo dieci anni di esilio. Ma è soprattutto con la serie Forest (2000-2005) che il linguaggio della fotografa si fa più profondo. A differenza di molti fotografi che ritraggono la natura come un ambiente piacevole, nelle immagini della fotografa ceca non c'è posto per il benvenuto. Jitka Hanzlová abbandona l’estetica documentaria per mostrare la foresta come metafora, un luogo duro dove la linea che divide la fantasia e la realtà diventa sempre più sottile.
Possiamo guardare al lavoro fotografico di Jitka Hanzlová come un’intensa meditazione sull’identità dell’europa dell’est dopo la Guerra Fredda. I suoi ritratti, dalla composizione raffinata e al tempo stesso casuale, affrontano, quasi sempre, direttamente lo sguardo dei soggetti. I toni teneri e fragili delle immagini, sembrano sfumare la materialità palpabile di ciò che è rappresentato, lasciandoci la sensazione di instabilità che esprimono.
Vincitrice nel 2003 del Grand Prix Award – Project Grant di Arles e del BMW- Paris Photo prize 2007.  Le fotografie di Jitka Hanzlová si trovano in collezioni di fama internazionale tra cui la Bibliothèque Nationale di Parigi; il Museum of Modern Art di New York e lo Stedelijk Museum di Amsterdam. 


Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell’artista per avere una visione completa della sua opera.
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